mercoledì 10 giugno 2026

VISITE GUSTOSE: FINE PIZZA A SEREGNO






Un locale che sin dal 2022 si è affermato nel panorama della ristorazione brianzola

Milano, 10 Giugno 2026- Continua il racconto di Borghi d’Europa sui 4 locali identitari di Seregno in Monza Brianza, che fanno parte di Whim Group, consolidata realtà imprenditoriale guidata da Nicolò Caparra.

Questa volta Borghi d’Europa ha avuto il piacere di provare gli antipasti e la pizza di Fine Pizza, che sin da quando ha aperto i battenti nel 2022 ha riscosso successo nel panorama della ristorazione brianzola.

Fine Pizza si presenta come locale ampio, profondo e luminoso con un look assolutamente contemporaneo, capace di accogliere sino a 120 coperti.

Il nome Fine è stato scelto perché riassume lo spirito del locale stesso: proporre una pizza  sottile, leggera e digeribile, dove l’equilibrio tra tecnica e materie prime è fondamentale e l’impasto, realizzato con pochissimo lievito madre, è pensato per sostenere la farcitura senza appesantire, mantenendo struttura e croccantezza.

 

La pizza qui è un momento conviviale, da gustare appena sfornata: per questo  si è scelto di non fare il delivery, per valorizzare meglio il locale e fidelizzare maggiormente la clientela.

E’ importante poi sottolineare l’importanza delle materie prime di qualità: le farine provengono da realtà come Molino Vigevano e Farina Petra, scelte per garantire performance e qualità costante, mentre il pomodoro è firmato Casa Marrazzo, sinonimo di filiera curata e gusto riconoscibile e il sale utilizzato per l’impasto proviene dalle saline di Trapani e Paceco, presidio Slow Food®.

Nella piacevole serata alla scoperta della proposta di Fine Pizza, sono stati provati come antipasto i Mondeghili allo Zafferano, morbidi e croccanti e un’eccellenza come il Crudo Iberico Patanegra in purezza (grazie alla collaborazione con l’azienda Joselito).

Invece, le pizze provate sono state la Bufalina (passata di pomodoro, mozzarella di Bufala e basilico a fine cottura), la Fiore (passata di pomodoro, fiordilatte, mozzarella di bufala, zucchine, fiori di zucca e a fine cottura scaglie di grana e basilico) e la Genovese ( Pesto, fiordilatte, datterini e a fine cottura prosciutto crudo e basilico), tutte davvero gustose e leggere.

La proposta beverage accompagna la pizza con naturalezza, tra birre come Krombacher e una selezione di etichette artigianali del Birrificio Legnone, affiancate da una carta vini costruita per dialogare con la struttura e l’acidità delle pizze. Accanto a vini al calice e in bottiglia, il menu dedica una sezione ironica e identitaria a “Cosa bevono i brianzoli”, con grandi classici come Spritz, Americano, Negroni, Gin Tonic, Sbagliato e Sangria, pensati per un abbinamento diretto, conviviale e perché no, divertente.

Evviva!

 


 


mercoledì 13 maggio 2026

VISITE GUSTOSE: LA CANTINA PRODUTTORI NEBBIOLO DI CAREMA

 




Nel novembre del 2005, il Sindaco di Carema,Giovanni Aldighieri, inviava al Presidente Nazionale dell’Associazione Terre del Gusto ( successivamente trasformatasi in Borghi d’Europa), il Patrocinio non oneroso Ufficiale del Comune per partecipare e collaborare alle diverse iniziative che insieme sarebbero state programmate.

Tra queste ricordiamo la Festa della Primavera, che conta sempre la presenza di molti giornalisti della stampa nazionale: una Rassegna ovicaprina, mostre mercato dell’asino e del mulo, dei prodotti tipici, dei prodotti naturali e dell’artigianato,tutti motivi di richiamo della Fiera di Primavera di Carema.

Contando su queste storie certe, la redazione di Borghi d’Europa, ha accettato l’invito della Cantina Produttori Nebbiolo di Carema, per una giornata alla scoperta del territorio e dei vini di Carema.

 

Un’occasione importante per visitare uno dei vigneti più caratteristici della nostra penisola, con un paesaggio avvitato unico nel suo genere, creato nel corso dei secoli dalla piccola comunità di viticoltori del borgo di Carema.

La Cantina Produttori Nebbiolo di Carema rappresenta la storia di questo piccolo borgo piemontese al confine con la Valle d’Aosta. Fondata nel 1960, ancora oggi è il punto di riferimento per i vini del territorio, frutto di un approccio artigianale e di un’attenzione maniacale, sia in vigna che in cantina.

Grazie alla passione tramandata di generazione in generazione, i viticoltori locali hanno plasmato il paesaggio, creando un’architettura unica nel suo genere. Vigneti strappati alla montagna con ripidi terrazzamenti e muretti in pietra, viti sostenute da alti piloni e pergole in legno di castagno. Circa 15 ettari di vigneti situati a un’altitudine compresa tra i 300 e i 450 metri (di fatto viticoltura eroica).

In queste particolari condizioni pedoclimatiche, il nebbiolo, nelle varietà Picutener e Pugnet  si esprime con un profilo verticale e austero, di grande finezza ed eleganza. Un rosso di montagna raffinato e moderno che ben si sposa con piatti di selvaggina, arrosti e spezzatino, carni rosse o anche formaggi stagionati da meditazione non troppo piccanti. Il numero dei soci attuali della cantina è di circa 65, racchiusi in 12 famiglie di viticoltori appassionati, mentre il numero di bottiglie totali prodotte all’anno è di circa 50000/60000.

Dopo la Visita ai vigneti di Carema e  alla Cantina, si è tenuta la Degustazione: “Carema, un vino antico dal carattere contemporaneo”:

- Metodo Classico Brut Rosé Lunaneuva: millesimo 2022, 100% Nebbiolo, 36 mesi s.l. (solo 4000 bottiglie prodotte) è uno spumante fresco ed equilibrato,

- Rosato Tournet 2025: 80% Nebbiolo e 20% uve Neretto 8 (varietà tradizionale) , ha una media struttura ed è molto beverino, con un’ottima sapidità,

- Parè Canavese Nebbiolo Doc 2024: solo acciaio, è un vino molto versatile negli abbinamenti col cibo, possiede un naso molto suadente, al palato è fresco e sapido,

- Carema Doc 2022: circa 35000 bottiglie prodotte all’anno, è un rosso in cui spiccano sentori speziati ed erbacei, con una bella armonia,

- Carema Riserva Doc 2021: circa 10000/15000 bottiglie prodotte all’anno, ha un naso con note che ricordano il cacao amaro e una bella balsamicità (liquirizia), al palato è morbido, coi tannini assolutamente setosi,

 

- Carema Limited Edition 2020: dopo 3 anni di invecchiamento, ulteriore affinamento di 10mesi in botte piccola usata, è un vino dove spiccano mineralità e sentori di cuoio e pellame, al palato è avvolgente, con un finale lungo

 

In alto i calici!

 


 

 


venerdì 8 maggio 2026

CANTINE VOLPI protagonista a EustachiOra Dai Colli Tortonesi alle vie di Milano: tre vini, due tappe, un territorio da riscoprire

 

 



Ci sono territori che restano in secondo piano finché qualcuno non decide di raccontarli davvero.
Dal 11 al 19 maggio, EustachiORA, la degustazione itinerante che anima il quartiere Eustachi di Milano, accende i riflettori sui Colli Tortonesi, portando in città una delle realtà storiche del territorio, Cantine Volpi.

Un progetto che continua a costruire un ponte tra quartiere e territorio, trasformando Milano in punto di incontro per storie, vini e identità diverse. Si cammina tra i locali, si assaggia, si scopre un’esperienza senza formalismi, nata con l’obiettivo di far conoscere e apprezzare il vino in modo autentico e immediato, divulgando la cultura del vino.

 

Protagonista di questa edizione è una cantina che attraversa oltre un secolo di storia. Cantine Volpi nasce nel 1914, quando Cristina, insieme ai suoi due figli, apre a Tortona l’osteria “Cappel Verde”, iniziando a servire vino a bicchiere. Da lì, un’evoluzione costante, dal commercio negli anni ’30 tra Milano e Genova, alla costruzione delle prime strutture produttive negli anni ’50, fino a diventare un punto di riferimento per il territorio dei Colli Tortonesi.

Oggi, alla guida della quarta e quinta generazione della famiglia, la cantina continua a crescere mantenendo saldo il legame con il territorio e investendo in innovazione, qualità e sostenibilità.

Sono in un’area di confine, tra Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria, un crocevia di influenze che si riflette anche nei vini. I Colli Tortonesi sono una terra fertile e complessa, caratterizzata da suoli argillosi e sedimentari che conferiscono ai vini una marcata sapidità e grande personalità. Qui trovano spazio vitigni storici come Barbera, Cortese, Dolcetto e soprattutto Timorasso, bianco autoctono che negli ultimi anni ha conquistato un ruolo centrale nella scena enologica italiana.

Parte fondamentale di questo percorso è La Zerba, la tenuta di Volpedo acquisita nei primi anni 2000 e oggi cuore produttivo dell’azienda. Un progetto che unisce recupero, ricerca e visione, con vigneti coltivati in biologico e una forte attenzione all’equilibrio tra uomo e natura.

Il risultato sono vini che raccontano il territorio con precisione e coerenza, mantenendo uno stile riconoscibile e contemporaneo.

Un calice, anche questa volta, diventa un modo per attraversare luoghi, storie e generazioni.

EustachiORA continua a essere un itinerario urbano dedicato al vino, accessibile e diffuso, che porta a Milano territori meno scontati e identità da scoprire.
Due tappe, tre calici, un percorso tra i locali del quartiere.

 

 

 

 

LA DEGUSTAZIONE

1° TAPPA - Polpetta DOC via B. Eustachi,8
Metodo Classico 914 – Pinot Nero Brut
Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona “La Zerba” 2024

2° TAPPA - Sapori Solari via A. Stoppani,11
Colli Tortonesi DOC Timorasso Riserva Derthona “Zerba Antica” 2022

 

 

I VINI

Metodo Classico 914 – Pinot Nero Brut

UVE: Pinot Nero

VINIFICAZIONE: Raccolta delle uve esclusivamente a mano in cassetta. I grappoli interi vengono riposti in pressa dove avviene una pressatura soffice. Il mosto fiore viene travasato in vasca d’acciaio dove fermenta a una temperatura controllata di 15°C. FML non svolta.

Rifermentazione a 15°C in bottiglia per circa 30 mesi dove raggiunge 5-6 atmosfere di pressione.

 

PERIODO DI CONSERVAZIONE: 5 anni (a bottiglia chiusa) 5 giorni (dall’apertura)

 

Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona “La Zerba” 2024

UVE: Timorasso

VINIFICAZIONE: Uva diraspata e pressata. Fermentazione in vasche di acciaio a temperatura controllata tra 12-15°C. FML non svolta. Batonnage.

AFFINAMENTO cemento

 

PERIODO DI CONSERVAZIONE:10 anni (a bottiglia chiusa) 3 giorni (dall’apertura)

 

 

Colli Tortonesi DOC Timorasso Riserva Derthona “Zerba Antica” 2022

UVE: Timorasso

VINIFICAZIONEUva diraspata e pressata. Fermentazione in vasche di acciaio a temperatura controllata tra 12-15°C. FML non svolta. Batonnage.

AFFINAMENTO cemento

 

PERIODO DI CONSERVAZIONE: 5 anni (a bottiglia chiusa) 3 giorni (dall’apertura)

  

COME PARTECIPARE:

 

Sei un privato, acquista il TICKET DEGUSTAZIONE in vendita nella prima tappa €.15,00 \ 2 TAPPE = 3 CALICI + 1 calice sempre disponibile nell’ultima tappa, valido tutta la settimana.
Ogni partecipante potrà scoprire la storia dei vini tramite QR code oppure dialogare direttamente con il personale dei locali.

I locali manterranno i propri orari e giornata di chiusura


EustachiORA continua a essere un ponte tra chi coltiva e chi degusta: un percorso accessibile che porta a Milano territori iconici del vino italiano.

Due tappe, tre calici, un itinerario urbano per scoprire l’eleganza e la profondità dei vini italiani.

L’obiettivo del distretto? Ribaltare la naturale competizione, puntando invece alla condivisione, unendo commercianti, abitanti della zona, e addetti ai lavori, ognuno con la propria tradizione e particolarità, senza snaturare l’eccellenza di nessuno, ma ribadendo la propria unicità, donando un valore aggiunto alla qualità della vita e al benessere della vita milanese.
Il distretto e le sue strade diventano così il palcoscenico ideale per un percorso a tappe e far incontrare il cittadino con il mondo dell’enologia, accorciando così la distanza con i territori italiani.

 

venerdì 27 marzo 2026

DA MANDURIA A MILANO: I PRIMITIVO DI FELLINE PROTAGONISTI

 




In occasione del consueto appuntamento “Campus Life Wine Tasting” organizzato dal Politecnico di Milano, il Primitivo di Manduria è stato - per due serate consecutive - oggetto presso l’ateneo milanese di un approfondimento enografico ed enogastronomico.

 

A condurre la masterclass, dal titolo “I Cru del Primitivo di Manduria”, lo stesso produttore che li ha realizzati, Gregory Perrucci, anima della Felline Agricola, tra i pionieri della rinascita di questo vino, nonché di altre varietà autoctone pugliesi.

 

Il corregionale Prof. Pierangelo Metrangolo, del Politecnico di Milano, introduce la serata durante la quale vengono servite, in abbinamento ad ognuno dei quattro “Cru”, delle piccole proposte gastronomiche pugliesi.

Poi il secondo incontro, che si è tenuto presso l’Aula Magna della sede del Politecnico di Milano, in Leonardo.

 Prima dell'appuntamento "Campus Life Wine Tasting  la Felline Agricola ha scelto uno spazio emblematico per la cucina pugliese, l’Osteria Ricci per accogliere in un ambiente “di casa” personalità della comunicazione enogastronomica regionale.

Come spesso accade tra sostenitori della dimensione culturale del vino e della cucina (quest’anno, la nostra celebrata come Patrimonio Universale) l’incontro che doveva vertere sul Primitivo di Manduria e i “cru” individuati dalla Felline, si è via via esteso al metodo classico intitolato a Edmond Dantès e alla origine “tarantina” del romanzo di Dumas; al rosato Polignano, reminiscenza degli antichi “Trani” milanesi; alla riscoperta e rinascita del Susumaniello, vino figlio di un antico Dio romano; alla peculiarità dei Racemi e al “negletto” Rosato passito di primitivo: Impassibile.

Borghi d'Europa, molto attenta alla comunicazione delle eccellenze pugliesi ha partecipato all'incontro da Ricci Osteria, focalizzandosi sui 4 Primitivo, tutti cru:

- Primitivo Felline 2022 Dop: da suoli di terra rossa, ha un bel naso complesso ed intenso, con un susserguirsi di note di frutta rossa ed erbe officinali, al palato rivela un'ottima struttura,

- Primitivo Giravolta 2020 Dop: da suoli di terra bianca, possiede delle belle note fruttate che ricordano la confettura di amarena e marasca, spezie dolci e un ottimo equilibrio,

- Zinfandel Sinfarosa 2020 Dop (Zinfandel Californiano): da suoli di terra nera, è un rosso che esprime speziatura e mineralità, con un bel finale e una buona persistenza,

- Primitivo Dunico 2020 Dop (solo 10000 bottiglie prodotte): rosso elegante, caldo ed avvolgente, da meditazione

A tavolal si sono susseguite deliziose portate che Vinod Sookar, chef e marito di Antonella Ricci, ha voluto proporre rendendo ancora più fluide e “mediterranee” le conversazioni. Il vino e il cibo infatti sono stati coniugati con gli argomenti più coinvolgenti della dimensione umana: cinema, letteratura, viaggi, musica, compagnie, cibi afrodisiaci, nuove e antiche modalità di condivisione…

Insomma un interessante excursus intorno alla Puglia da vivere e da bere, ma anche da ricordare e sognare. Un po’ quello che Felline propone ogni giorno attraverso i suoi vini ma anche accogliendo i visitatori nel suo Spazio Primitivo a Manduria.

In alto i calici!


mercoledì 4 marzo 2026

VISITE GUSTOSE: TENUTA ROLETTO NEL CUORE DEL CANAVESE

 



Il Canavese è un’area geografica della regione Piemonte compresa tra Torino e la Valle d’Aosta e ad est il Biellese e il Vercellese, i cui suoli sono di origine morenica ( sedimenti lasciati dal ritiro del ghiacciaio Balteo) e ricchi di ciottoli e di minerali, peculiarità che si ritrovano poi nei vitigni storici locali come l’Erbaluce bianco, il Nebbiolo e la Barbera.

A Cuceglio, paesino di 920 anime sorge Tenuta Roletto, cantina storica esistente dai primi del ‘900, fondata da Giovanni Tinetti e condotta poi sempre in famiglia: oggi al timone c’è l’imprenditore Tonino Iuculano, marito di Domenica Roletto, nipote del fondatore.

Il panorama circostante attorno la Tenuta è suggestivo con le verdeggianti Colline Moreniche a farla da padrone, mentre il fulcro della Tenuta è rappresentato dalla Cantina, la cui mission è saper coniugare tradizione e passione, oltre che accoglienza e ospitalità, visto che è presente anche la parte Agriturismo con 12 camere, perfette per chi vuole fare una full immersion alla scoperta delle eccellenze del Canavese.

Va ricordato inoltre che Roletto è anche location elegante per eventi, cerimonie e meeting aziendali, sia nella splendida Sala Colonne, che all’aria aperta tra i filari.

 

La cantina conta circa 60 ettari avvitati ed è specializzata nella produzione e valorizzazione dell’Erbaluce di Caluso in tutte le sue espressioni: dal bianco fermo, a delle bollicine Metodo Classico, sino alla versione Passito.

Come rossi invece da Roletto si possono trovare Il Canavaese Doc Nebbiolo, il Canavese Doc Barbera e il Canavese Doc Rosso (blend da uve Nebbiolo, Barbera, Freisa e Neretto).

Un altro aspetto da non trascurare è che qui come sistema d’allevamento viene usata la storica Pergola Canavesana, importante sia climaticamente che agronomicamente.

Borghi d’Europa ha avuto il piacere di visitare Tenuta Roletto e assaggiare alcune etichette assolutamente rappresentative del terroir locale:

-       Erbaluce di Caluso Docg Lei 2023: dal colore giallo paglierino, ha una bella piacevolezza e sapidità

-       Piemonte Bianco Doc Ermosa 2023 (blend da uve Erbaluce al 60% e poi Moscato e Sauvignon): bel naso con note di frutta tropicale, al palato è fresco e molto minerale

-       Erbaluce di Caluso Docg Gran Cuvee Metodo Classico Brut: bollicina di vigore e piacevolezza, dove le note di burro e di crosta di pane ben si amalgamano con la spiccata acidità

-       Orangee Rosato Metodo Classico: da uve Barbera, Nebbiolo, Freisa e Neretto, questo rosè è molto avvolgente,armonico e persistente

-       Canavese Doc Rosso Lui 2021: blend rosso con un naso che ricorda frutti come mirtillo e ribes nero e delle note erbacee,ha buona struttura e sapidità ( acciaio e parziale passaggio in legno)

-       Canavese Doc Nebbiolo Nobilis 2021: valido esempio di Nebbiolo del Canavese, con un naso complesso, tra note fruttate, floreali (viola e rosa) e spezie, al palato emerge una buona struttura e una bella mineralità

Una bella degustazione, il focus sull’Erbaluce in particolare, perché Tenuta Roletto lo esalta veramente bene nelle varie declinazioni.

Evviva!

 

mercoledì 4 febbraio 2026

GRANDILANGHE 2026: RACCONTI DAL PIEMONTE DEL VINO

 




Decima edizione della rassegna enologica dedicata alle nuove annate Doc e Docg delle migliori zone vocate piemontesi

Milano, 4 Febbraio 2026- Si è appena conclusa la decima edizione di Grandilanghe, la rassegna enologica che più racconta il Piemonte del vino con le sue denominazioni Doc e Docg nelle nuove annate (2022 e 2023).

La manifestazione si è svolta il 26 e 27 Gennaio u.s. presso gli ampi ed iconici spazi delle Ogr a Torino e ha riscosso grandi numeri: oltre 6500 operatori del settore e buyer internazionali hanno potuto degustare le etichette di ben 515 produttori, di cui 379 da Langhe e Roero e 136 provienienti da altre zone vocate del Piemonte (Alto Piemonte, Monferrato, Astigiano, Tortonese, Chierese e Canavese).

Grandilanghe è come sempre promossa dai Consorzi Barolo, Barbaresco, Alba e Dogliani, del Roero, col supporto importante del Consorzio Piemonte Land of Wine, che ha reso questa decima edizione molto più ricca e definita.

Davvero molto apprezzabile il lavoro in sinergia dei Consorzi, che portato a una maggiore valorizzazione delle eccellenze di tutte le aree vinicole della regione Piemonte e un senso di coesione territoriale molto importante.

Borghi d’Europa ha partecipato anche quest’anno a Grandilanghe con l’obbiettivo di assaggiare dei vini sartoriali, che raccontano i loro terroir d’origine, iniziando prima dalle bollicine:

-        Il Sessanta Caluso D.O.C.G Metodo Classico 60 mesi (100% Erbaluce), fresco e minerale e il Centoventi Caluso Docg Metodo Classico 120 mesi,ampio ed elegante di Tenuta Roletto di Cuceglio, nel cuore del Canavese,

-        l’Altalanga Docg 50% Chardonnay e 50% Pinot Nero di Podere Gagliassi di Monforte d’Alba,

Poi tra i bianchi:

-        Il Roero Arneis Docg Arlass Riserva Sant’Anna di Cascina Lanzarotti di Monteu Roero,

-        Il Roero Arneis Docg Riserva Renesio Incisa di Monchiero Carbone di Canale,

-        Il Langhe Doc Arneis Tre Fie dell’Agricola Marrone di La Morra di grande beva e il Langhe Doc Chardonnay Memundis, molto elegante e complesso,

Poi tra i rossi, molto interessanti anche il Roero Docg Riserva Printi di Monchiero Carbone e il Roero Nebbiolo Docg Riserva Sru “Carlinot” di Cascina Lanzarotti, entrambi di buona struttura.

Altri rossi:

-        Il Carema Doc, il Carema Riserva Doc e il Canavese Nebbiolo Doc Parè della Cantina Produttori Nebbiolo di Carema, tutti molto sapidi e minerali,

-        Dal Basso Monferrato il Ruchè del Monferrato Docg, il Ruchè del Monferrato Docg Nisus e il Ruchè del Monferrato Docg Vigna del Castello, tutti con un timbro evidente di speziatura e una bella persistenza, della Cantina Prediomagno di Grana (At),

-        Il Langhe Nebbiolo Doc Bèch 2022 di Cordero Mario di Castiglione Falletto, rosso di grande potenziale evolutivo, con buona acidità,

-        di Poderi La Collina di Dogliani il Langhe Doc Nebbiolo Bricco Barone e il Langhe Doc Nebbiolo Che Bech, molto armonici e con un bel naso di frutti rossi che riordano il sottobosco,

-        Il Barbaresco Docg Riserva Basarin, speziato ed armonico e il Barbaresco Docg San Cristoforo Riserva Vigna Campo Quadro, molto complesso e di ottima longevità di Punset, realtà biologica di Neive,

-        Il Barbaresco Docg Valeirano e il Barbaresco Docg Rombone Riserva Cichin di Ada Nada di Treiso, dotati entrambi di una bella balsamicità,

-        di Cecilia Monte Viticultrice in Neive, il Barbaresco Docg Serracapelli Dedicato a Paolo, complesso ed equilibrato,

-        della Cantina Produttori del Barbaresco (dal 1958), il Barbaresco Docg Riserva Asili e il Barbaresco Docg Riserva Montefico, di ottima sapidità e con potenziale evolutivo,

-        il Barbaresco Riserva Docg Cascina Bordino e il Barolo Docg Cannubi di Tenute Carretta di Piobesi d’Alba, due rossi di carattere e potenziale evolutivo,

-        il Barolo Docg Bricco San Pietro 2019 di Diego Pressenda Società Agricola di Monforte d’Alba, balsamico e speziato,

-        il Barolo Docg Bussia, molto avvolgente e persistente di Attilio Ghisolfi di Monforte d’Alba,

-        il Barolo Docg Bussia Bricco Visette, molto intenso e complesso, di Attilio Ghisolfi,

-        Il Barolo Docg dell’Agricola Marrone di La Morra, di ottima beva, con un bel naso di spezie dolci e piccoli frutti rossi,

-        - Il Barolo Docg Castellero di Marrone: molto speziato ed erbaceo, ha una buona sapidità e un grande potenziale evolutivo,

-        Il Barolo Docg Bussia di Marrone: elegante ed austero, di grande struttura e potenziale evolutivo,

-        Il Barolo Docg Pichemej di Marrone: ha un’ottima sapidità e un timbro balsamico che ricorda liquirizia e menta che ben si combina con le note di piccoli frutti rossi

Tutti assaggi di grande qualità quelli fatti a Grandilanghe 2026, con un occhio attento all’evoluzione e longevità per alcuni rossi: il termine sartoriale calza a pennello!